Approfondimenti
Metodo di studio e DSA
Ottobre 2025
Studiare può essere una sfida per molti studenti, ma per chi ha Disturbi Specifici dell’Apprendimento la difficoltà non riguarda solo leggere o scrivere. Spesso la vera sfida è organizzare e comprendere il materiale di studio in modo efficace.
Il mio lavoro come logopedista è aiutare gli studenti a costruire un metodo di studio funzionale, che riduca la fatica e aumenti l’autonomia, trasformando lo studio da esperienza complessa in un percorso gestibile e gratificante.
Molti studenti con DSA percepiscono il materiale di studio come distante e dispersivo. Testi lunghi, appunti sparsi e informazioni difficili da recuperare rendono lo studio faticoso. Creare un ambiente chiaro e accessibile, dove le informazioni possano essere organizzate e rielaborate facilmente, permette allo studente di concentrarsi sui contenuti senza sentirsi sopraffatto.L’organizzazione visiva gioca un ruolo fondamentale.
Trasformare contenuti complessi in schemi o mappe aiuta a comprendere le connessioni tra le informazioni e a ricordarle più facilmente. In questo modo lo studio diventa più semplice e gestibile, favorendo l’autonomia e la fiducia nelle proprie capacità.Il risultato è un apprendimento più accessibile e gratificante, in cui lo studente può affrontare la complessità in modo più leggero ed efficace, costruendo un metodo di studio solido e duraturo.
FALSO MITO: le difficoltà di apprendimento riguardano solo la lettura, la scrittura e il calcolo
Settimana della Dislessia 2025
Innovazione Digitale e Disturbi Specifici di Apprendimento
Abstract intervento a Fiera Didacta - Bari 2024
La tecnologia e il suo rapido progredire hanno garantito a bambini e ragazzi con difficoltà di apprendimento (e non solo) di accedere a un nuovo livello di apprendimento attraverso modalità innovative. Questo cambiamento ha trasformato l’accessibilità dei processi di apprendimento, offrendo nuove opportunità per chi impara facendo più fatica degli altri.
L'introduzione della videoscrittura nel mondo della scuola, risalente a circa 30 anni fa, ha rappresentato una sfida non da poco. Per la prima volta, la tecnologia ‘bassa’ apre la strada all’inclusione tentando di modificare le idee e la mentalità degli insegnanti, che hanno cominciato ad accettare nuovi strumenti in classe e a considerare maggiormente i contenuti rispetto alla forma. La metodologia didattica comincia ad essere più inclusiva e soprattutto si focalizza sulle capacità dello studente e non sulle sue difficoltà. Dopo questa prima fase di apertura tecnologica, si sono sviluppati numerosi software specifici chiamati 'compensativi'’ e con funzionalità adatte a bypassare le difficoltà specifiche che caratterizzano i bambini e i ragazzi con DSA. L’uso della sintesi vocale, il correttore ortografico e la possibilità di lavorare su un libro digitale in formato pdf, hanno permesso un ulteriore passo avanti. L’accessibilità migliora a tal punto che questi strumenti vengono introdotti nella quotidianità scolastica degli studenti con DSA: il pc e i software compensativi diventano preziosi alleati nel processi di costruzione del metodo di studio e nello svolgimento delle attività scolastiche.
​
La legge 170/2010 "Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico" rappresenta un punto di svolta: finalmente una legge dello stato italiano riconosce ufficialmente i DSA e stabilisce che le scuole devono adottare strumenti compensativi e misure dispensativi per supportare gli studenti. Il cambiamento comincia proprio da qui, finalmente il progresso tecnologico entra nelle classi e nelle modalità di studio di ogni singolo ragazzo. Basta pensare alla sintesi vocale, che permette di trasformare in audio il testo scritto, attraverso il suo utilizzo il ragazzo dislessico riesce ad accedere alla lettura bypassando il canale tradizionale e sfruttando prevalentemente l’ascolto.
Prima dell’avvento della sintesi vocale, i ragazzi trascorrevano molto tempo sulle pagine dei libri, spesso dipendenti dall’adulto che leggeva per loro. Questa fatica portava, col tempo, all’abbandono completo dell’abilità di lettura.
Oggi sappiamo che l’uso della sintesi vocale permette addirittura un miglioramento indiretto delle abilità di lettura.
Questo avviene perché, alleggerendo il carico cognitivo legato alla decodifica, lo studente può concentrarsi sul significato del testo, acquisendo nuove conoscenze e arricchendo il proprio vocabolario. Inoltre, l’ascolto di testi ben strutturati e grammaticalmente corretti offre un modello linguistico costante, che nel tempo contribuisce a potenziare competenze che, altrimenti, resterebbero poco esercitate. In altre parole, la tecnologia non sostituisce la lettura, ma permette di preservarla, sostenendo il ragazzo in un percorso più graduale e meno frustrante.
Negli ultimi anni, però, l’evoluzione tecnologica ha fatto un ulteriore salto di qualità. Accanto ai software compensativi tradizionali, sono nati ambienti digitali più complessi e personalizzabili, capaci di adattarsi al profilo di apprendimento dello studente. Applicazioni per la pianificazione e l’organizzazione, mappe concettuali interattive, strumenti per la dettatura vocale e piattaforme che integrano testo, immagini, audio e video in un unico spazio: tutti questi strumenti contribuiscono a rendere lo studio non solo più accessibile, ma anche più motivante.
​
L’intelligenza artificiale generativa rappresenta l’ultima frontiera di questo percorso. Se utilizzata con consapevolezza, può offrire un supporto prezioso nella semplificazione dei testi, nella creazione di schemi personalizzati e nella spiegazione graduale dei concetti, adattandosi alle esigenze del singolo studente. La tecnologia, in questo senso, non diventa un “vantaggio ingiusto”, ma uno strumento di equità: permette a ciascuno di esprimere il proprio potenziale, riducendo gli ostacoli che non hanno nulla a che vedere con l’intelligenza o con l’impegno.
La sfida attuale riguarda soprattutto la formazione: gli insegnanti devono essere accompagnati nell’uso di questi strumenti, così da integrarli in modo efficace nella didattica quotidiana e trasformarli in reali opportunità di apprendimento. Solo così la tecnologia potrà diventare non un semplice supporto, ma un vero ponte verso l’autonomia, la partecipazione e il successo formativo di tutti gli studenti, con DSA e non solo.




Dalla parola parlata alla parola scritta:
la magia della metafonologia
Luglio 2020
La metafonologia è la capacità di manipolare oralmente i suoni delle parole. Essa permette al bambino di riflettere sulla struttura fonologica, comparando, discriminando e segmentando le parole indipendentemente dal loro significato.Si sviluppa intorno ai 5 anni ed è considerata il primo passo verso l’acquisizione delle competenze di lettura e scrittura.
Un corretto sviluppo del sistema fonologico del bambino rappresenta un elemento fondamentale per una buona competenza metafonologica. La letteratura scientifica, infatti, la riconosce come una competenza di base per l’apprendimento della letto-scrittura: la sua comparsa presuppone che il bambino possieda una rappresentazione fonologica stabile del proprio linguaggio. Ciò significa che il suo parlato dovrebbe essere privo di sostituzioni o omissioni di suoni, di inversioni sillabiche e che il bambino dovrebbe essere in grado di ripetere parole lunghe in modo accurato.
Quando queste abilità non sono ancora stabilizzate intorno ai 5 anni, possono emergere difficoltà al momento dell’ingresso nella scuola primaria, fase in cui le parole passano dalla dimensione orale a quella scritta, richiedendo una nuova rappresentazione mentale. Allenare e potenziare le competenze metafonologiche consente al bambino di acquisire maggiore consapevolezza della struttura sonora delle parole.
​
Questo rappresenta un “mattoncino” fondamentale per facilitare, in seguito, l’apprendimento della lettura e della scrittura e per permettere alle competenze scolastiche di consolidarsi in modo solido e stabile.
​
​
